I dati INAIL del primo semestre 2025 mostrano un quadro allarmante: gli infortuni sul lavoro continuano ad aumentare, nonostante un quadro normativo sempre più stringente.
Questo dimostra che limitarsi a rispettare la legge “per essere in regola” non basta. Un approccio puramente burocratico, centrato sull’adempimento formale, rischia di allontanare l’imprenditore dall’obiettivo reale della normativa: tutelare la salute e migliorare l’organizzazione del lavoro.
Essere consapevoli dei rischi presenti in azienda e redigere un DVR che sia realmente utile, significa dotarsi di procedure operative concrete, che rendano l’ambiente più sicuro, ma anche più efficiente e strutturato. La sicurezza, quando viene integrata nella gestione aziendale, diventa un vantaggio organizzativo, non un semplice obbligo da assolvere.
Nel periodo gennaio-luglio 2025, le denunce di infortunio in Veneto sono passate da 41.921 a 42.431, segnando un aumento netto di oltre 500 casi rispetto allo stesso periodo del 2024.
Un incremento ancora più preoccupante se si analizzano le sole denunce in occasione di lavoro, salite da 35.203 a 35.933, a fronte di una lieve riduzione degli infortuni in itinere.
Questo dato suggerisce che la fonte principale di rischio rimane l’ambiente di lavoro stesso, e non i tragitti casa-lavoro.
Le province più colpite sono Padova e Verona, ma anche Treviso rientra tra le aree critiche. Particolarmente allarmante l’incremento delle denunce tra le donne lavoratrici: +450 casi rispetto al 2024, a fronte di un incremento minimo tra gli uomini (+35).
Il dato più drammatico riguarda le denunce di infortuni con esito mortale: in Veneto si passa da 37 a 63 decessi, pari a un aumento del 70% in soli sette mesi.
Le province con il maggior numero di casi mortali sono Vicenza, Verona, Padova, Treviso e Rovigo (che registra 3 decessi, contro 0 nello stesso periodo dell’anno precedente).
Un trend che stride con il leggero calo nazionale: in Italia, i decessi denunciati sono 432, tre in meno rispetto al 2024.
A livello complessivo, nei primi sette mesi del 2025 si contano:
In particolare, il Veneto rappresenta il 13% del totale nazionale degli infortuni tra studenti, dietro solo alla Lombardia.
Anche le malattie professionali sono in aumento: 59.857 casi denunciati (+9,9% rispetto al 2024), con le patologie muscolo-scheletriche in testa.
Per le piccole e medie imprese venete, in particolare quelle attive nei settori produttivi, questi numeri non sono solo statistiche. Sono un campanello d’allarme:
Molti degli infortuni rilevati, in particolare quelli gravi e mortali, avvengono in contesti dove la cultura della prevenzione è ancora fragile, oppure dove la formazione non è aggiornata, e i dispositivi di sicurezza sono sottovalutati.
Affidarsi a un consulente esperto significa costruire un percorso di sicurezza che parte da:
Prevenzione non è solo rispetto della legge: è protezione delle persone, continuità operativa, valore aziendale.
Il 2025 ci mette davanti a un dato inequivocabile: senza prevenzione, si paga un prezzo troppo alto. Il Veneto – terra di imprese, manifattura, eccellenze produttive – deve rispondere con responsabilità e lungimiranza.
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Perché la sicurezza non è un costo, ma un investimento sul futuro.