Decreto-legge n. 159 del 31 ottobre 2025

“Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e in materia di protezione civile”

Il nuovo decreto introduce importanti novità per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro e rafforzare la prevenzione. Ecco i principali cambiamenti:

Premialità e incentivi

Formazione e digitalizzazione

Nuovi obblighi e sorveglianza

Vigilanza e controlli (settore edile e ad alto rischio)

Infortuni sul lavoro: i dati INAIL del 2025 preoccupano il Veneto

I dati INAIL del primo semestre 2025 mostrano un quadro allarmante: gli infortuni sul lavoro continuano ad aumentare, nonostante un quadro normativo sempre più stringente.

Questo dimostra che limitarsi a rispettare la legge “per essere in regola” non basta. Un approccio puramente burocratico, centrato sull’adempimento formale, rischia di allontanare l’imprenditore dall’obiettivo reale della normativa: tutelare la salute e migliorare l’organizzazione del lavoro.

Essere consapevoli dei rischi presenti in azienda e redigere un DVR che sia realmente utile, significa dotarsi di procedure operative concrete, che rendano l’ambiente più sicuro, ma anche più efficiente e strutturato. La sicurezza, quando viene integrata nella gestione aziendale, diventa un vantaggio organizzativo, non un semplice obbligo da assolvere.

Veneto: una situazione in peggioramento

Nel periodo gennaio-luglio 2025, le denunce di infortunio in Veneto sono passate da 41.921 a 42.431, segnando un aumento netto di oltre 500 casi rispetto allo stesso periodo del 2024.

Un incremento ancora più preoccupante se si analizzano le sole denunce in occasione di lavoro, salite da 35.203 a 35.933, a fronte di una lieve riduzione degli infortuni in itinere.

Questo dato suggerisce che la fonte principale di rischio rimane l’ambiente di lavoro stesso, e non i tragitti casa-lavoro.

Le province più colpite sono Padova e Verona, ma anche Treviso rientra tra le aree critiche. Particolarmente allarmante l’incremento delle denunce tra le donne lavoratrici: +450 casi rispetto al 2024, a fronte di un incremento minimo tra gli uomini (+35).

Infortuni mortali: +70% in Veneto

Il dato più drammatico riguarda le denunce di infortuni con esito mortale: in Veneto si passa da 37 a 63 decessi, pari a un aumento del 70% in soli sette mesi.

Le province con il maggior numero di casi mortali sono Vicenza, Verona, Padova, Treviso e Rovigo (che registra 3 decessi, contro 0 nello stesso periodo dell’anno precedente).

Un trend che stride con il leggero calo nazionale: in Italia, i decessi denunciati sono 432, tre in meno rispetto al 2024.

Il contesto nazionale

A livello complessivo, nei primi sette mesi del 2025 si contano:

In particolare, il Veneto rappresenta il 13% del totale nazionale degli infortuni tra studenti, dietro solo alla Lombardia.

Anche le malattie professionali sono in aumento: 59.857 casi denunciati (+9,9% rispetto al 2024), con le patologie muscolo-scheletriche in testa.

Cosa significano questi numeri per le PMI

Per le piccole e medie imprese venete, in particolare quelle attive nei settori produttivi, questi numeri non sono solo statistiche. Sono un campanello d’allarme:

Molti degli infortuni rilevati, in particolare quelli gravi e mortali, avvengono in contesti dove la cultura della prevenzione è ancora fragile, oppure dove la formazione non è aggiornata, e i dispositivi di sicurezza sono sottovalutati.

La formazione come strumento di prevenzione

Affidarsi a un consulente esperto significa costruire un percorso di sicurezza che parte da:

Prevenzione non è solo rispetto della legge: è protezione delle persone, continuità operativa, valore aziendale.

Il 2025 ci mette davanti a un dato inequivocabile: senza prevenzione, si paga un prezzo troppo alto. Il Veneto – terra di imprese, manifattura, eccellenze produttive – deve rispondere con responsabilità e lungimiranza.

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Perché la sicurezza non è un costo, ma un investimento sul futuro.

Il Preposto alla Sicurezza: perché è importante?

Nel sistema di prevenzione e protezione aziendale, ci sono figure che ricoprono ruoli fondamentali. Una di queste, spesso poco conosciuta ma centrale nella gestione quotidiana della sicurezza, è il Preposto. Ma chi è il Preposto? Perché è così importante? E soprattutto, perché è una figura efficiente nella pratica?

Chi è il Preposto?

Il Preposto è una figura definita dal D.Lgs. 81/2008 come la persona che, in virtù delle sue competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllando la corretta esecuzione da parte dei lavoratori.

In parole semplici, è il responsabile operativo della sicurezza, colui che vigila sul campo affinché le regole siano rispettate.

I compiti del Preposto

Le responsabilità del Preposto sono molteplici e cruciali:

Dal 2021, con le modifiche introdotte dal D.Lgs. 146/2021, la figura del preposto è stata ulteriormente rafforzata, rendendola obbligatoria e formalmente individuata all'interno dell'organizzazione aziendale.

Perché il Preposto è importante?

1. È il primo presidio della sicurezza sul campo

Il Preposto è sempre presente nei luoghi di lavoro e ha una visione diretta e continua delle attività. Questo gli permette di intervenire tempestivamente per correggere comportamenti a rischio o per segnalare pericoli.

2. Traduzione operativa della normativa

Le leggi e le procedure aziendali non sono sempre facili da interpretare. Il Preposto è colui che le traduce in azioni concrete, applicandole nella realtà operativa.

3. Tutela della salute dei colleghi

Attraverso la sua azione quotidiana, il Preposto protegge i lavoratori, prevenendo incidenti e infortuni con una presenza costante e attenta.

4. Responsabilità diretta

La legge attribuisce al Preposto una responsabilità specifica, anche penale, in caso di omissioni gravi. Questo rafforza il suo ruolo e ne sottolinea l’importanza strategica.

Perché è una figura efficiente?

L’efficacia del Preposto è evidente in diversi aspetti:

Conclusione

Il Preposto alla sicurezza non è solo un "controllore", ma un alleato strategico nella gestione del rischio aziendale. La sua presenza rende la sicurezza concreta, vissuta, quotidiana. Dove c’è un preposto attento e preparato, i lavoratori si sentono più tutelati, gli infortuni si riducono e l’ambiente di lavoro diventa più efficiente e sereno.

In definitiva, investire nella formazione e nel riconoscimento del ruolo del Preposto significa costruire un sistema di sicurezza più solido, proattivo e umano.

Nuovo Accordo Stato-Regioni: cambiano le regole per la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Il 17 aprile 2025, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo Accordo che definisce i criteri fondamentali per la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, come previsto dall’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 81/2008. Si tratta di un passo importante per rafforzare la qualità e l’efficacia dei percorsi formativi destinati a tutte le figure aziendali coinvolte nella gestione della sicurezza.

Le principali novità dell’Accordo

Il documento, frutto di un dialogo articolato tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, stabilisce:

Quando entreranno in vigore le nuove disposizioni

Le nuove disposizioni diventeranno operative dopo la pubblicazione ufficiale dell’Accordo in Gazzetta Ufficiale, prevista nelle prossime settimane. Solo allora le aziende saranno formalmente obbligate a conformarsi ai nuovi standard formativi.

Perché affidarsi a un servizio di consulenza per la sicurezza sul lavoro

In uno scenario normativo in continua evoluzione, è fondamentale per ogni impresa avere al fianco un professionista aggiornato e competente. Il servizio di consulenza per la sicurezza sul lavoro ti permette di:

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